lunedì 26 aprile 2021

Sentiero della musica e del teatro

La musica rappresenta uno dei caratteri più distintivi dell'isola

IL CANTO A TENORE


Il canto a tenore è uno stile di canto corale sardo di grande importanza nella tradizione locale, sia perché espressione artistica di matrice originale e autoctona, sia perché espressione sociale del mondo agro-pastorale, strato sociale fortemente caratterizzante l'isola.

E' un canto corale polifonico a quattro voci. Il quartetto che compone "su tenore", chiamato anche "su cuncordu" è formato da: su bassu (il basso), sa contra (il baritono), sa mesa boche (il contralto) e sa boche (la voce solista).

E' un canto prevalentemente praticato in Barbagia, ma è presente anche nell'Ogliastra, nelle Baronie e in Logudoro.
Per la sua unicità, nel 2005, il canto a tenore è stato inserito dall'UNESCO nei patrimoni orali e immateriali dell'umanità.



LE LAUNEDDAS

Le Launeddas sono lo strumento musicale popolare sardo più antico e suggestivo. Le prime tracce della loro presenza sull'isola sono attestate si dal periodo nuragico, epoca a cui risale un antico bronzetto itifallico che rappresenta proprio un suonatore di launeddas, mentre i loro antenati sono, con ogni probabilità, i clarinetti sumeri ed egizi.

Le loro caratteristiche si sono mantenute pressochè immutate nel corso del tempo ed oggi come in passato rappresentano la suggestiva colonna sonora delle processioni religiose, delle feste popolari e di ogni occasione che prevede la partecipazione della gente ed un accompagnamento ai canti tradizionali. La particolarità di questo strumento a fiato è quella di produrre musica polifonica mediante la tecnica della respirazione circolare.

 Le Launeddas sono strumenti a fiato ad ancia battente formati da tre canne di giunco: il basso (basciu o tumbu) è la canna più lunga e produce una sola nota, quella tonica, su cui è intonato l'intero strumento; la mancosa manna che produce le note di accompagnamento ed è legata al basso con dello spago impeciato; e la mancosedda, che è libera ed ha la funzione di produrre le note della melodia. La mancosa e la mancosedda sono dotate di quattro fori equidistanti per la diteggiatura delle note musicali. Nella parte terminale di ogni canna, infine, viene praticato un quinto foro.


IL TEATRO IN SARDEGNA

In Sardegna, verosimilmente fin dall'età nuragica, intorno a nuclei ancestrali di riti e di miti, gruppi di individui si riunirono in società, accomunati da tradizioni, legati da una lingua e radunati in un'area geografica comune. 

I santuari nuragici (Santa Cristina di Paulilatino, Santa Vittoria di Serri) sono esempi lampanti di una civiltà che doveva avere eletto la ritualità teatrale a fondamento sociale. Cortei drammatici, animati da canti dialogici, da danze corali e da gare ginnico-ludiche, dovevano svolgersi lungo l'andamento circolare degli ambienti, dietro la guida coreutica di re-sacerdoti, fino al pozzo dell'acqua lustrale. 


Nella Sardegna del Seicento, la vita culturale e teatrale si focalizza nelle città principali, dove si accentra il potere spagnolo che non si esplica solo attraverso la politica, ma si concretizza anche mediante la consolidazione della cultura castigliana e l'importazione dalla madre patria delle novità teatrali.


Il Settecento in Sardegna è caratterizzato da una produzione in prosa e in musica, in sardo e in italiano e da allestimenti scenici effimeri all'aperto. L'esaltazione del principe, la glorificazione di momenti topici nel calendario civile e religioso sono occasioni celebrate attraverso ricostruzioni teatrali che, traslocate dagli spazi chiusi dei teatri, vengono integrate nel complesso urbano.

L'Ottocento, oltre che dal dramma sacro, è caratterizzato anche da una produzione teatrale profana, sia in prosa che in musica. I teatri erano a Cagliari nel 1750 il Teatro dell'Università, quindi, nel 1767, il Teatro Lasplassas o Regio, poi, nel 1831, Teatro Civico; quindi, il Carboni e il Nuovo Diurno che in seguito diventerà Cerruti e quindi Politeama Regina Margherita. 


Il Novecento per i primi decenni mantiene in Sardegna le stesse tematiche proprie dell'Ottocento: nei teatri di Cagliari e Sassari, continuano a entusiasmare i drammi storici, la tragedia, l'opera lirica ed il filone del teatro in sardo. 

È a far data dalla fine degli anni Cinquanta che trova origine l'attuale, straordinario fervore teatrale teso alla ricerca di una nuova drammaturgia sarda, attraverso una ripresa di coscienza del patrimonio di identità culturale. 



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La musica in Sardegna