lunedì 3 maggio 2021

I sentieri della natura: le Grotte di San Giovanni


La grotta è stata riconosciuta monumento naturale, istituito ai sensi della L.R. n. 31/1989 con determinazione D.G. n. 2777/1999 dell'Assessorato alla difesa dell'ambiente della Regione autonoma della Sardegna, e come tale sottoposta a vincolo.
  Ora chiusa al traffico, è stata l'unica in Italia, terza in tutto il mondo (dopo Francia e Australia) ad essere percorribile in auto. Si raggiunge uscendo dal paese di Domusnovas in direzione nord e percorrendo la strada provinciale che costeggia il rio San Giovanni.
  A partire dal Giugno 2020 diventa la prima grotta al mondo interamente allacciata ad una connessione internet e coperta dal segnale Wi-Fi per tutti i suoi 850 metri di lunghezza.
  Le sue caratteristiche uniche e le sue dimensioni la rendono visitabile anche da parte dei diversamente abili, grazie anche ai servizi offerti dall'attuale gestione, la quale mette inoltre a disposizione una pratica audioguida interattiva multilingua.
  È meta di arrampicatori sportivi da tutta Europa per via delle spettacolari pareti rocciose site nel territorio comunale.
    La grotta è sovrastata ad est dal monte Acqua (540 m) e ad ovest da punta San Michele (908 m).
  La grotta è un bell'esempio di fenomeno carsico. Il fenomeno carsico che la generò è dovuto allo scorrere di un fiume sottorraneo che ne provocò il cedimento di una massa calcarea rocciosa.
   Il ramo principale (livello stradale) lungo 850 metri, sbuca con un altro monumentale ingresso nella valle di Oridda. Il ramo principale, interamente attraversato dal rio che raccoglie le acque delle vallate a monte, è caratterizzato da ampie sale, da grandi concrezioni a vaschetta, la più grande di queste concrezioni si trova in prossimità dell'uscita nord e da stalattiti e da stalagmiti. Oltre al ramo principale la grotta si sviluppa su altri due livelli, (accessibili solo agli esperti), rendendo la grotta lunga 2000 metri: il ramo superiore o fossile detto "Ramo Bobore"; il ramo attivo detto "Su stampu de Pireddu". Il ramo attivo è il più interessante, in quanto costituito da una serie di gallerie e cunicoli per uno sviluppo totale di 2 km, e con la presenza di laghi sotterranei e sifoni. Ancora oggi questo ramo è oggetto di studio.
 Testimonianze storiche
 Numerosi reperti sono stati rinvenuti all'interno della grotta, si tratta principalmente di cocci di vasellame, a testimonianza che la cavità era utilizzata come rifugio. A testimonianza di ciò sono anche i resti delle possenti mura preistoriche, che avevano lo scopo di chiudere fortificando gli ingressi nord e sud. Tali mura rimasero in piedi sino al XIX secolo, quando il conte Beltrami, si fece promotore della realizzazione di una strada carreggiabile, con lo scopo di facilitare il trasporto di materiale dalla vicina miniera di Sa Duchessa. Per la costruzione della strada si demolì anche la cappella di S.Giovanni, che si trovava all'interno della grotta in prossimità dell'ingresso nord, e che fu ricostruita nella valle accanto all'ingresso sud. La strada carrabile rendeva il fenomeno carsico interamente percorribile in auto, ma fu chiusa al traffico per preservarne le condizioni ambientali. La strada e l'impianto di illuminazione rinnovato, rendono la grotta interamente percorribile a piedi.

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